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Cosa vedere ... a pochi minuti di cammino

I Nostri appartamenti sono situati nel cuore pulsante del quartiere San Lorenzo, a pochi passi dalle meraviglie artistiche e culturali di Napoli.

Qui potrete esplorare attrazioni imperdibili come il Duomo e il tesoro di San Gennaro, la cappella di San Severo e il Cristo Velato, Napoli Sotterranea e Napoli Sotterrata, San Gregorio Armeno e le botteghe dei presepi, il Museo Archeologico Nazionale e il Museo di Arte Contemporanea Madre; oltre a gustare le delizie culinarie nelle storiche trattorie e pizzerie della mitica Via Tribunali.

Con ottimi collegamenti ai mezzi pubblici e la stazione centrale soli 15 minuti a piedi, la vostra avventura napoletana inizia proprio da qui.

Non perdete l'occasione di immergervi nella storia e nella bellezza di questa affascinante città!

Visitare il centro storico di Napoli significa attraversare venti secoli di storia. La planimetria delle strade, le piazze, le chiese, i monumenti, gli edifici pubblici e i castelli costituiscono uno scrigno di tesori artistici e storici di eccezionale portata, tanto da meritare l’inserimento, nel 1995, nel Patrimonio Mondiale Unesco; dalla sua creazione greco-romana all’epoca bizantina, dai normanni al Rinascimento, fino alle opere contemporanee, il capoluogo campano è stato un palcoscenico di eventi, di forme d’arte dal valore universale.

Il centro storico è il più vasto di Europa, raccoglie dunque testimonianze di diversi stili e periodi, al suo interno, esistono più di 200 chiese storiche, dove hanno lavorato artisti quali Caravaggio, Donatello e Jusepe de Ribera.

i presepi e le statuette di san gregorio armeno

San Gregorio Armeno

Non si conosce bene Napoli se non si va a curiosare tra gli artigiani di via San Gregorio Armeno, la celebre strada, famosa in tutto il mondo, per le innumerevoli botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale.

Tra un’allegra moltitudine di negozietti, botteghe e bancarelle che tutto l’anno riempiono di magia gli occhi di chi ne ammira affascinato l’atmosfera, un’arte che abita in ogni singolo particolare degli innumerevoli manufatti, così minuziosamente plasmati che sembrano possedere un’anima propria. Vere e proprie dinastie di “pastorai” si tramandano da secoli i piccoli segreti di questo straordinario artigianato e sono impegnati tutto l’anno a ricreare statuine, da quelle canoniche sino a quelle più originali dedicate a quei personaggi che si sono distinti (in positivo o in negativo) in settori come la politica, il cinema e o sport… non mancano all’appello i pittoreschi Totò e Maradona.

Museo cappella Sansevero

Uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi della città di Napoli, considerata il “tempio” artistico, filosofico e scientifico del Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro. La cappella, conosciuta anche come chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella, è situata nel cuore del centro storico partenopeo, accanto alla dimora storica della famiglia Sansevero, e fu riprogettata, dopo la sua costruzione a fine ‘600, dallo stesso Principe, che ne commissionò e ideò l’intero tesoro artistico custodito al suo interno.

Tra i suoi capolavori una delle opere più conosciute al mondo, il Cristo Velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa "tessitura" del velo marmoreo; ma la Cappella merita una visita non solo per il Cristo ma anche per le altre opere presenti in questo piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli: un luogo ricco di simboli esoterici e religiosi, che lo rendono uno dei più singolari monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito.​

il cristo velato e la cappella di San Severo
il Tesoro di San gennaro e il Duomo

Duomo e Cappella del Tesoro di San Gennaro

Sita in via Duomo, la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta costituisce uno dei tanti luoghi più caratteristici della città: le sue mura, infatti, custodiscono un tesoro di importanza unica sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista culturale.

la Cappella del Tesoro di San Gennaro, simbolo dell’onore al voto fatto al santo dalla città durante la pestilenza del 1526 ed espressione del culto del popolo partenopeo è un luogo che conserva la memoria storica del popolo napoletano, le sue credenze e le sue distintive tradizioni.

La cappella è il luogo in cui, il 16 dicembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio (data del trasferimento del corpo del santo da Pozzuoli a Napoli) e il 19 settembre, durante la festa del santo, la città di Napoli attende il miracolo di San Gennaro: la liquefazione del sangue santo contenuto nelle ampolle, verificatasi per la prima volta nel 1389.

All’esterno, troviamo il Museo del Tesoro di San Gennaro che ospita gli oggetti devoluti al patrono di Napoli. Oggi il Tesoro conta oltre 21.000 capolavori, donazioni di papi, re, gente comune, testimonianze di antiche leggende religiose e laiche, che ci raccontano di un amore che dura da sette secoli.

Napoli Sotterrata

L'area archeologica del Foro di Neapolis è il sito più significativo nel centro storico di Napoli, riconosciuto per il suo valore monumentale e topografico. Qui, in piazza San Gaetano, si possono ammirare i resti di un antico spazio che fungeva da centro civile e religioso della città. Le ricerche archeologiche hanno rivelato che la struttura romana del I secolo d.C. seguiva l'organizzazione di una piazza già presente nel V secolo a.C., che si estendeva su due livelli sfruttando il pendio della collina. Questo luogo affascinante rappresenta un importante legame tra la storia greco-romana e l'attuale Napoli.

Napoli Sotterrata
Napoli sotterranea

Napoli Sotterranea

A quaranta metri di profondità sotto le vocianti e caratteristiche vie del centro storico di Napoli, si trova un mondo a parte, per molto ancora inesplorato, isolato nella sua quiete millenaria eppure strettamente collegato con la città. E' il grembo di Napoli, da cui essa stessa è nata.

Visitarlo significa compiere un viaggio nella storia lungo ben 2400 anni, dall’epoca greca a quella moderna, a tra cunicoli e cisterne. Durante l’escursione oltre ad ammirare i resti dell’antico acquedotto greco-romano e dei rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, si visiteranno il Museo della Guerra, gli Orti Ipogei, la Stazione Sismica “Arianna” e tanto altro ancora.

Sarà, infine, possibile visitare gratuitamente i resti dell’antico Teatro greco-romano, accessibili da una proprietà privata.

Si consiglia di indossare scarpe comode e una felpa nei mesi estivi. I percorsi stretti, come i cunicoli, sono assolutamente facoltativi. Scoprire Napoli da un altro punto di vista è una opportunità da non perdere.

Spaccanapoli

Diritta come tirata con il righello dopo secoli e secoli.  La strada più famosa della città partenopea taglia infatti in due buona parte della città, partendo dal rione della Pignasecca (ai piedi del Vomero), attraversando tutto il centro storico (tra cui via Roma, piazza del Gesùpiazza San Domenico, San Gregorio Armeno e via Duomo) e giungendo alle spalle di Castel Capuano, nei pressi della Stazione Centrale. Lungo il suo percorso, la strada assume -secondo la toponomastica ufficiale- sette nomi diversi, e vede succedersi chiese, palazzi e piazze tra i più interessanti della città: tra questi, i complessi di Santa Chiara e del Gesù Nuovo, i palazzi Filomarino, Carafa e Marigliano, le chiese di S. Angelo a Nilo, S. Domenico Maggiore, S. Nicola a Nilo, la cappella del Monte di Pietà, l'Ospedale delle Bambole, l'Archivio di Stato.

Spaccanapoli rappresenta indubbiamente uno dei luoghi più tipici della città, in cui si coniugano tradizione, arte e cultura napoletana. Negozi di artigianato locale, ricchissime pasticcerie, le celebri botteghe d'arte presepiale (nell'adiacente via S. Gregorio Armeno), i bar e locali notturni la rendono una tappa obbligata per i turisti e uno dei luoghi più vivaci e animati della città.

Spaccanapoli
la storica farmacia dell'opsedale Incurabili

Farmacia storica degli Incurabili
e Museo delle Arti Sanitarie

Annessa all’Ospedale degli Incurabili, la settecentesca farmacia all'interno dell'omonimo presidio ospedaliero del centro storico di Napoli, risale al 1700, quando fu progettata per sostituire l’antica spezieria cinquecentesca. Oggi è un grande esempio dell'incontro fra cultura scientifica e umanistica a Napoli e testimonia l'adesione culturale e attiva della città all'epoca dei Lumi. 
Disegnata dall’architetto Bartolomeo Vecchioni, la Farmacia degli Incurabii è costituita da un salone e una piccola sala laboratorio: le scaffalature ospitano albarelli ed idrie farmaceutiche, ampolle in vetro di Murano e vasi maiolicati dipinti. Non mancano affreschi come quelli che ornano il soffitto della Farmacia. La Farmacia storica degli Incurabili è anche la parte più mirabile e meglio conservata dell’antico complesso ospedaliero del regno. Dal punto di vista stilistico-architettonico, la Farmacia si pone tra barocco e roccocò e, a quel tempo, ha rappresentato un'intrigante luogo per l’élite scientifica dell’Illuminismo napoletano. 

l Museo delle Arti Sanitarie e di Storia della Medicina accoglie il pubblico negli ambienti dell’ex-monastero delle Convertite. Antichi ferri chirurgici e strumenti medici d’epoca, farmacie portatili, stampe anatomiche e libri sono articolati in quattro sale espositive intitolate ad alcuni dei principali luminari del panorama scientifico del passato come Domenico Cotugno, Domenico Cirillo, Giuseppe Moscati. Oggetti scientifici che diventano eleganti opere d’arte usate dalle mani di medici che proprio in quei luoghi fondarono per intuito, moderazione, disciplina e rigore la Scuola Medica Napoletana.

Piazza San Domenico Maggiore

Una delle piazze più belle piazze napoletane: sita proprio nel cuore dell’antica Neapolis, crocevia di due importanti strade della città: Spaccanapoli (il decumano inferiore est-ovest) e via Mezzocannone (cardine che taglia sud-nord).

Caratteristiche della piazza sono l’abside poligonale e la scalinata dell’omonima chiesa, il grande obelisco centrale, il cinquecentesco Palazzo Corigliano, il palazzo Sangro di Casacalenda ed il palazzo Petrucci.

Nei secoli, ha avuto molteplici ruoli, da quelli politici a quelli commerciali finanche a quelli occulti data la vicinanza della Cappella Sansevero.

La chiesa di San Domenico Maggiore, il cui abside poligonale caratterizza vistosamente la piazza, fu costruita alla fine del Duecento, ma nel suo interno le severe linee gotiche sono nascoste dalle molte decorazioni barocche delle epoche successive. La chiesa è infatti ricchissima di opere di grande valore, fra cui si annoverano affreschi di Caravaggio come la Flagellazione (originale esposto nel Museo di Capodimente), Francesco Solimena, Pietro Cavallini.

L’obelisco centrale a forma piramidale è impreziosito da marmi, medaglioni e bassorilievi e reca alla sua sommità una pregevole statua di San Domenico Maggiore. Fu commissionato nel 1556 come ex-voto per la fine di una terribile peste che aveva decimato la popolazione cittadina. I lavori però durarono molti anni e dopo varie interruzioni e riprese terminarono nel 1737

Piazza del Gesù Nuovo 

La piazza, che deve il nome all'omonima chiesa ivi presente, è posizionata sul decumano inferiore e la sua posizione centrale rispetto al centro storico cittadino la pone a pochi passi da altri importanti luoghi storici, come via Toledo e piazza Dantepiazza Monteoliveto e piazza San Domenico Maggiore.

La piazza, fulcro di alcuni dei più importanti monumenti di Napoli, ruota attorno al monumentale obelisco dell'Immacolata, a struttura piramidale, alto ben 40 metri e costruito nel 1747 con i proventi di una raccolta popolare promossa dal predicatore Francesco Pepe.

Di fronte ed al lato si innalzano rispettivamente due delle chiese più importanti della città: la chiesa del Gesù Nuovo ed il Monastero di Santa Chiara. La prima, costruita su quello che era il palazzo Sanseverino, ha nella sua facciata quattrocentesca con bugnato a punta di diamante in pietra piperina è uno dei migliori esempi di barocco napoletano; la seconda, che invece rappresenta la più grande chiesa di stile gotico della città, possiede il sepolcreto ufficiale dei Borbone, dove riposano i sovrani del Regno delle Due Sicilie, da Ferdinando a Francesco II.

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